Accordapiano di Gilberto Trama
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Un qualunque oggetto se percosso vibra, emettendo così moltissime frequenze,( la frequenza acustica si misura in Hertz (Hz) che indica quante volte in un secondo la sorgente sonora vibra ) l’insieme di queste vibrazioni caratterizza il timbro ovvero la sonorità particolare di quell’oggetto.
Nella maggior parte dei casi sono frequenze disorganizzate, ma in alcuni casi come perquotendo un bicchiere, una campanella o altro si può chiaramente distinguere una frequenza principale,una nota che si distingue dagli armonici ovvero tutte le altre frequenze che ne caratterizzano il timbro.
Le frequenze singole in natura non esistono si possono produrre solo elettronicamente e hanno una sonorità lontanamente simile al flauto o a quel registro dell’organo a canne chiamato appunto flauto. I primi studi sugli armonici sono stati condotti sulle corde, infatti, se osserviamo vibrare la corda di un contrabbasso, ( emettendo un suono grave ha un’oscillazione ampia e relativamente lenta ) vedremo che non vibra solo in modo uniforme fra capotasto e ponticello ma ha anche dei movimenti secondari. In realtà oltre a oscillare fra i due punti di tensione vibra anche dividendosi in 2 parti, in 3 parti in 4, in 5 e così via generando armonici sempre più alti e di minore intensità.
Questi armonici possono essere evidenziati dividendo, toccandola leggermente in punti precisi, la corda: se la tocchiamo esattamente nel centro la corda si dividerà in due di conseguenza la frequenza principale raddoppierà, triplicherà se la tocchiamo a un terzo della sua lunghezza, quadruplicherà a un quarto, quintuplicherà a un quinto e così via. Ora da qui è facile dedurre che fra una frequenza principale che in musica si chiama fondamentale e i suoi armonici esistono dei rapporti matematici precisi: 2:1 per lottava 3:2 per la quinta 5:4 per la terza maggiore ce ne sono ancora ma questi sono i più evidenti. .